Dove la storia incontra il futuro
Terre di Lunezia è un progetto audiovisivo che racconta un territorio attraverso la sua storia e le
persone che ne stanno costruendo il futuro.
Un viaggio da Luni all'Appennino, dalla pianura al Po, attraverso cultura, turismo,
imprese, tradizioni, innovazione e nuove connessioni.
La regione più forte di troppi no.
La questione mai sopita dell'unione delle Terre di Lunezia tornò prepotentemente alla ribalta nel 1814, anno del trattato di Fontainebleau, che sancì il passaggio a Maria Luigia, moglie di Napoleone Bonaparte, del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla. In questa sede venne discussa dagli statisti la possibilità di unire i territori di Parma e Piacenza con la Val di Magra e La Spezia, che costituiva il naturale sbocco al mare del Parmense. Talleyrand, già contrario alla presenza dei Bonaparte in Italia, si oppose, poiché la vicinanza della Spezia all'Isola d'Elba, dove era detenuto Napoleone, avrebbe potuto indurre Maria Luigia ad un tentativo di liberazione del marito.
La soluzione più logica secondo le analisi degli statisti dell'epoca, quindi, fu contestata solo a causa problemi politici contingenti, in un'Europa in cui era ancora vivo il ricordo delle gesta di Napoleone. Se questo non fosse accaduto, probabilmente, l'annessione della Spezia e della Lunigiana al Ducato di Parma e Piacenza avrebbe condizionato anche la ripartizione in regioni avvenuta dopo l'unità d'Italia. Così non fu, ma, anche durante il Risorgimento, continuarono i tentativi di unificare questi territori: nel 1861 Pontremoli tentò di ottenere l'annessione a Parma, La Spezia, invece, nel 1871 propose di unire il proprio territorio a quello di Massa Carrara, mentre Massa fin dal 1863 richiedeva una revisione dei confini. Pontemoli chiese ancora di essere staccata dalla provincia di Massa Carrara nel 1888 e nel 1892, ma anche in queste occasioni senza successo. Innumerevoli furono, ancora nel corso del Novecento, i tentativi di costituire una regione "Emiliano-Lunense", per sempio alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando venne proposta una regione comprendente Piacenza, Reggio Emilia, Parma, Modena, La Spezia e la val di Magra.
Le terre di Lunezia sono tuttora divise fra Toscana, Liguria ed Emilia Romagna... ma, nonostante questo, sono zone piene di attrattive e di luoghi unici da visitare, dalla Lunigiana storica, con i suoi castelli, i borghi medievali e i musei, alla Spezia, con le splendide località che la incorniciano (Porto Venere, Cinque Terre e Lerici solo per fare alcuni esempi), dai suggestivi paesaggi delle Apuane alla "terra dei castelli" dell'antico ducato di Parma e Piacenza.
Si tratta di un territorio ricchissimo dal punto di vista storico culturale, il cui futuro non è legato soltanto al turismo, poiché le potenzialità economiche delle terre di Lunezia sono varie: il fiorente porto della Spezia, la rigogliosa pianura Padana del Parmense, le cave di marmo delle Apuane uniche al mondo... e altre risorse tutte da scoprire.
La natura nascosta nelle montagne.
città storica fondatrice del tricolore italiano
La natura nascosta nelle montagne.
Il marmo, l'arte e una tradizione conosciuta nel mondo.
Nuove Storie
Storia, tradizioni e vita dell'Appennino.
Descrizione di un'attività e della sua rilevanza
La città archeologica, il mare e la memoria romana.
Nuove connessioni
Arte, musica, cultura, storia e identità internazionale.
Fontanellato San Secondo Soragna
Castelli, tradizioni e memoria della pianura
La porta verso il grande sistema padano.
E poi il viaggio continua.
Antiche vie, borghi, pellegrini, cultura e paesaggio.
Descrizione di un'attività e della sua rilevanza
Il rapporto tra mare, cultura e innovazione.
Compila il nostro modulo di contatto per avere maggiori informazioni